“T” di Jordi Galí al Porto Vecchio di Trieste

in Spettacoli

Sabato 24 febbraio la Centrale Idrodinamica del Porto Vecchio di Trieste ospita il coreografo spagnolo Jordi Galì in anteprima nazionale, un allestimento rituale in cui eventi casuali creano una struttura delicata, instabile e complessa.

Dopo essere stato proposto in diverse piazze d’Europa, arriva, per la prima volta in Italia, a Trieste, lo spettacolo di danza contemporanea “T”, ideato dal pluripremiato coreografo e danzatore spagnolo Jordi Galí, della compagnia Arrangement Provisoire di Lione.
In programma sabato 24 febbraio alle 20:30, all’interno della Centrale Idrodinamica di Porto Vecchio, messa a disposizione dal Comune, lo spettacolo è proposto da Arci Trieste, in collaborazione con l’associazione PlanTS, nell’ambito del progetto SpostaMenti, realizzato con il contributo della Regione FVG.

Ideato nel 2008, “T” nasce per esplorare la relazione dinamica che si crea tra un corpo e gli oggetti che lo circondano. Il corpo in questione è quello di Jordi Galí, ballerino-architetto che nella sua performance si affida a materiali di recupero differenti, giocando con lo spazio e le forze fisiche in campo, per costruire una monumentale “T” alta quattro metri e sostenuta soltanto da un sapiente gioco d’incastri.

In questo spettacolo, spiega l’ideatore e performer, “il bilanciamento e l’opposizione diventano azioni fondamentali, e il corpo e gli oggetti condividono la propria presenza, arricchendosi a vicenda in un rapporto dinamico di forze, tra equilibrio e tensione. “T” è un rituale in cui eventi casuali a poco a poco iniziano a comporre una struttura delicata, instabile e complessa, in cima alla quale il danzatore si muove mentre continua a costruirla. È una struttura di ingranaggi e pendoli acustici che si muovono fino a raggiungere il loro apice: l’equilibrio, impossibile, e il silenzio, insostenibile, sono al di là del ritmo del singolo respiro”.

“T” è uno spettacolo itinerante, scelto per il progetto “SpostaMenti” perché il movimento degli oggetti nello spazio e i sottili equilibri e le interazioni che ne conseguono sono metafora delle “migrazioni di corpi” attraverso ambienti e culture diverse. Non a caso è parte del progetto di cooperazione europea “Migrant Bodies – Moving Borders”, iniziativa nata dalla collaborazione tra il comune di Bassano del Grappa, La Briqueterie – Centro nazionale per lo sviluppo coreografico di Val de Marne (Francia), DD.IDance Identity (Austria) e HIPP, Istituto croato di danza e movimento (Croazia). “Migrant Bodies” ha come obiettivo l’inserimento dei migranti e dei profughi nella vita culturale delle comunità locali, per favorirne l’integrazione attraverso la loro partecipazione a lezioni di danza, eventi e performance proposti da artisti, scrittori, registi.  Lo spettacolo muove dal presupposto che il linguaggio del corpo, e quello della danza in particolare, proprio perché abbattono le barriere linguistiche, possono diventare una nuova leva d’inclusione sociale, annullando pregiudizi culturali e muri mentali.

Lo spettacolo sarà preceduto da una presentazione del progetto, che si terrà nel pomeriggio, alle 15, al Caffè San Marco, e vedrà la partecipazione di Elisabetta Bisaro (presidente dell’associazione PlanTS e responsabile dei progetti internazionali de La Briqueterie – Centro nazionale per lo sviluppo coreografico di Val de Marne), e di due degli artisti che ne fanno parte, Jordi Galí e Andrea Rampazzo.

Nato nel 1980 a Barcellona, ​​Jordi Galí ha studiato danza contemporanea all’Institut del Teatre di Barcellona. E’ stato interprete per coreografi quali Gutiérrez (1997-1999), Wim Vandekeybus (1999-2001), Anne Teresa De Keersmaeker (2001-2003), Lies Pawels (2004-2005) e Maguy Marin (2005-2010). Nel 1998 ha ricevuto il premio come miglior ballerino del Certamen coreografico di Madrid, nel 2005 il premio onorario per miglior attore al Festival Internazionale del Teatro Kontakt a Torun (Polonia). Dal 2001 Galí sviluppa un’opera di creazione personale che lo porta nel 2007 a dar vita alla compagnia “Arrangement Provisoire”. Dal 2014 condivide la direzione artistica con Vania Vaneau. La sua opera si concentra sulla relazione del gesto con l’oggetto, e si confronta principalmente con l’ambiente, lo spazio pubblico, con azioni performative e architettoniche, a volte monumentali, che sono spesso costruite dal vivo, sotto lo sguardo dello spettatore.

Per informazioni e biglietti:trieste@arcitrieste.org, tel. 392.9616776

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