Per la Sfera Danza a Padova un vero parterre de Rois

A Midsummer Night’s Dream Jacopo Bellussi Madoka Sugai foto Kiran West

GALA DEL PREMIO SFERA D’ORO – L’eccellenza italiana della danza internazionale- 25 settembre, teatro Verdi di Padova

Gabriella Furlan Malvezzi è una vivacissima e benemerita signora che, in quel di Padova, con budget ragionevoli, riesce a compiere dei veri miracoli con le sue mille iniziative tutte dedicate alla danza. Già presente nell’apposita commissione danza istituita dal Ministero, operatrice culturale in senso lato, docente di danza e coreografa, la signora, animata da energie nucleari, aggiunge al suo più che ricco carnet un festival il cui titolo, di questi tempi, è indispensabile: “Lasciateci Sognare”, distribuito dal 25 settembre al 21 novembre in Padova e dintorni, con un calendario tutto dedicato alla giovane danza italiana.

Serata d’abbrivio del festival è il Premio Nazionale Sfera d’Oro per la Danza, un titolone che, al di là dei toni un filino eccessivi, continua a raccogliere consensi, onori e, soprattutto, i nomi che contano. Vedi il parterre de Rois, sopra e al di fuori del palcoscenico, di questa terza edizione, che promette una serata di gala dalle grandi aspettative. Anche qui, i toni sono un pochino calcati, va detto, ma i risultati, almeno sulla carta, ci sono tutti. Sabato 25 settembre 2021, alle ore 20:45, il teatro Verdi di Padova, riunisce “i più brillanti e talentuosi danzatori italiani che si sono affermati nel nostro Paese e nel mondo”, come recita il comunicato stampa. Gli stessi “danzano in una serata di assoli e passi a due del repertorio classico e contemporaneo. Gli interpreti “stellati”, nominati da una giuria internazionale, sono primi ballerini e solisti delle compagnie e dei teatri più prestigiosi in Italia e all’estero”. L’elenco è dei più seducenti: Federico Bonelli, principal dancer Royal Ballet, Londra; Martina Arduino, prima ballerina Teatro alla Scala, Milano; Jacopo Bellussi, primo ballerino Balletto di Amburgo; Alessio Rezza, primo ballerino Teatro dell’Opera, Roma; Linda Messina e Michele Morelli,  Teatro Massimo, Palermo; Danilo Notaro, ballerino solista Teatro di San Carlo, Napoli; Giada Rossi, prima ballerina Compañía Nacional de Danza, Madrid, con Igor Bacovich, anch’egli nella compagnia madrilena; Veronica Colombo e Zaloa Fabbrini,  Ballet Nice Méditerranée Teatro dell’Opera, Nizza; Sara Zinna, Staatstheater Karlsruhe, Germania.

Martina Arduino

“Fra le gemme del repertorio coreografico che compongono la serata”, leggiamo ancora, “il passo a due da “Sylvia” del coreografo e direttore del ballo alla Scala Manuel Legris, danzato da Martina Arduino in coppia con lo scaligero Marco Agostino. Il balletto ha segnato l’apertura della stagione di danza alla Scala nel 2019. “Sono onorata di ricevere il Premio Sfera D’oro per la Danza – commenta la 25enne Martina Arduino, nominata prima ballerina a 22 anni – ho voluto portare questo ruolo mitologico di donna guerriera perché mi rappresenta. Sylvia è dolce e combattiva come me e come molte donne di oggi”. E aggiunge: “Dopo anni di pandemia una serata così ci rende ancora più solidali. Durante l’emergenza fra noi ballerini italiani è nato un legame forte che ha attraversato i confini. Ci siamo ritrovati più uniti che mai e sarà emozionante danzare nella stessa serata”.

Fra i giovanissimi c’è anche il superbo Jacopo Bellussi, nemmeno ventenne e già scritturato da John Neumeier nel Balletto di Amburgo, dove ora è primo ballerino. Danza il passo a due dal “Romeo e Giulietta” firmato dal grande maestro e coreografo, in coppia con Madoka Sugai. Tra gli artisti italiani di fama mondiale non può mancare Federico Bonelli, partner storico di Alessandra Ferri al Royal Ballet di Londra, di cui è principal dancer dal 2003. Prima del Covid 19 lo abbiamo visto alla Scala in “Woolf Works” di Wayne McGregor proprio con la Ferri. Considerato tra i più eleganti e impeccabili dei danseur noble in circolazione,  questa volta Bonelli danza in un estratto da “After the rain”, del coreografo britannico Christopher Wheeldon. Un lavoro poetico e struggente che condivide con la partner Lauren Cuthbertson, famosa come estroversa protagonista di “Alice’s adventures in the wonderland”, dello stesso Wheeldon.

La giuria presente allo spettacolo è formata da professionisti del mondo della stampa, della critica e da nomi autorevoli della danza internazionale. Coordina il tutto Alfio Agostini, critico e storico di danza, direttore della rivista Ballet2000, con edizioni in Italia, Francia e in inglese. Il team è composto da: Davide Bombana, direttore del Balletto del Teatro Massimo di Palermo; Roger Salas, critico di danza del quotidiano El País; Eric Vu An, direttore del Balletto dell’Opera di Nizza, Francia; Valeria Crippa, critico di danza del Corriere della Sera.

Royal Opera House Federico Bonelli Lauren Cuthbertson – Alice Adventures in Wonderland -coreografia Wheeldon foto Andrej Uspenski

Durante la serata viene inoltre consegnato il “Premio alla Carriera”, giunto alla nona edizione, ad Anna Razzi, figura di riferimento a livello internazionale per la danza nel nostro Paese. Già danzatrice étoile nei più grandi teatri del mondo, con un passato di danza a fianco di Nureyev e tanti altri mostri sacri del balletto, Anna Razzi è stata poi direttrice della Scuola e della Compagnia di Balletto del Teatro di San Carlo di Napoli. I premi consegnati sono opere uniche della scultrice padovana Jone Suardi. Info: 340.8418144; festivalsferadanza@gmail.comwww.lasferadanza.it

Ermanno Romanelli