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Vito Alfarano, Davide Valrosso e Irene Russolillo, promesse della giovane coreografia, sono alla ribalta fra Italia e Asia. Commissioni, premi e tournée per artisti di talento.

Vito Alfarano, danzatore pugliese da tempo attivo nella compagnia Fabula Saltica, guidata da Claudio Ronda, gruppo che si è recentemente esibito con successo nell’ambito del festival “SGUARDI”, a Vicenza, ha ricevuto un importante commissione dal SIDance (Seoul International Dance Festival), giunto quest'anno alla 17esima edizione.
Unitamente ad altri due coreografi/danzatori, Yaron Shamir, Israele, e Na Hoon Park, Corea, Vito sarà impegnato nella creazione di uno spettacolo, “Username”, il cui oggetto è l’”identità geografica”, da una idea dello stesso Alfarano. “L’identità”, dice il coreografo, “rende una realtà, vivente o meno, definibile e riconoscibile, poiché possiede un insieme di qualità o di caratteristiche che la distingue da altre entità. Identità è ciò che rende due cose una sola, oppure è ciò che le rende differenti. È proprio dall’indagine sulle differenze che vorremmo trarre il concetto di identità. Parliamo di identità creata dalla configurazione psicologica, sociale e politica degli universi ai quali l'individuo appartiene”.
Lo spettacolo verrà presentato in Corea del Sud in ottobre: il 12 al Chon an international art festival; il 17 al SIDance; il 23 al Ju Dong Gu road art festival, e in febbraio 2015 all’Acker Stadt Palast Theater di Berlino. Inoltre il 14 ottobre all’”International dance festival”, di Cheonan, Corea, Alfarano presenta la propria coreografia “Quasi sordo... mi piacciono i maiali” (video della performance a: https://www.youtube.com/watch?v=8RPUJP77gas ).
Altri due giovani coreografi pugliesi si sono fatti onore recentemente a Ravenna, per la XVI edizione di AMMUTINAMENTI, festival di danza urbana.
Sono Davide Valrosso, con il pezzo “L’apertura degli occhi”, titolo già selezionato dalla vetrina Anticorpi XL 2014, una amara riflessione esistenziale racchiusa tra il solipsismo e l’incapacità di comunicare; e Irene Russolillo con “Strascichi”, titolo che ha già ricevuto una lunga serie di segnalazioni e premi, ed è dedicato agli strascichi e al doloroso “sanguinamento dell’anima” che comporta la fine di un amore.

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